Tour dei Musei di Firenze tra stranezze e curiosità

Il museo deve introdurre la gente in un mondo speciale, in cui le opere dei morti dialogano con gli sguardi dei vivi, in un confronto duraturo e fecondo. – Roberto Peregalli

I musei di Firenze potrebbero da soli giustificare la visita alla città. Ma un intero mese non sarebbe sufficiente, perché da sole, le 45 sale della Galleria degli Uffizi sono il racconto di migliaia di vite, quelle degli artisti e dei soggetti riprodotti, che non basta una vita, men che meno un mese, per conoscerle, ammirarle e apprezzarle.

I musei del capoluogo toscano fanno capo al Polo Museale Fiorentino un’istituzione pubblica che sovraintende l’attività dei musei statali cittadini e delle ville storiche per un totale di oltre trecentomila opere d’arte e reperti.

Le dimensioni del patrimonio artistico-museale fiorentino sono queste: Tre-Cento-Mila pezzi che meriterebbero ciascuno anni di studio e contemplazione. Al povero turista non rimane che scegliere quale infinitesima parte di questa ricchezza artistica ammirare e conoscere: nostro compito è dare alcuni piccoli spunti e curiosità per approcciare in modo sistematico ai più importanti musei di Firenze.

Galleria degli Uffizi, da zona malfamata ad emblema dell’arte

Uno dei luoghi di arte e cultura più prestigiosi al mondo, la Galleria degli Uffizi di Firenze, sorge sulle macerie di un antico quartiere popolare che definire malfamato è un puro eufemismo. Infatti, nel 1560, quando Cosimo I de’ Medici decise che era tempo che le magistrature fiorentine avessero un’unica sede, la zona compresa tra piazza della Signoria e Lungarno, dove ora sorgono gli Uffizi, era chiamata Baldracca, dal nome di una delle bettole più famose, dove il meretricio era l’attività di business più onesta.

Anticipando quindi di secoli l’adagio de-andreiano secondo cui dal letame nascono i fior, il buon Cosimo de’ Medici fece radere al suolo l’antico quartiere popolare e malfamato e ordinò di erigere tra il 1560 e il 1580, su progetto di Giorgio Vasari, lo splendido edifico a forma di ‘U’ che divenne il primo Museo dell’Europa Moderna.

Descrivere cosa sia oggi il Museo degli Uffizi di Firenze è cosa impossibile in poche righe. Ma non bastano nemmeno intere biblioteche per raccontare la bellezza, la suggestione, la delicatezza, la forza che si sprigiona dalle opere esposte nelle 45 sale del Museo. Le collezioni di quadri e sculture qui proposte al pubblico rappresentano il meglio dell’attività artistica trecentesca e rinascimentale di autori che solo a nominare bisogna chinare il capo in segno di rispetto: Giotto, Piero della Francesca, Beato Angelico, Botticelli, Lippi, Rembrandt, Raffaello, Michelangelo, Rubens, Caravaggio, Dürer, Leonardo, Mantegna.

Agli Uffizi si trovano opere del calibro della Venere del Botticelli, l’Adorazione dei Magi di Leonardo, l’Annunciazione di Simone Martini, la Madonna col Bambino di Antonello da Messina, il Discobolo di Mirone, la Madonna dal collo lungo del Parmigianino, la testa della Medusa del Caravaggio. Nella sala 46 sono esposte le opere degli spagnoli Velázquez, mentre fuori nel porticato d’ingresso, ancor prima di arrivare nel cuore pulsante degli Uffizi, si ammirano le magnifiche 28 statue rappresentanti i Grandi della Storia di Firenze.

Tutto questo e le altre migliaia di opere presenti nelle sale (ma anche nei Depositi, nascosti al pubblico, e che stanno andando a riempire le sale dei Nuovi Uffizi attigui al museo principale), è stato possibile grazie al sacrificio poco volontario di centinaia di Bocche di Rosa che un tempo lavoravano in quest’area.

Galleria dell’Accademia, la vera casa del David di Michelangelo

Sono oltre un milione e duecentomila i visitatori che ogni anno affollano le sale della Galleria dell’Accademia che si trova alla fine di via Ricasoli: dalla parte opposta la via sfocia in piazza del Duomo. La Galleria risale al 1784 quando il Granduca Pietro Leopoldo di Lorena decise di creare l’Accademia di Belle Arti adibendo alcune sale a museo con opere da cui i giovani artisti della scuola potessero prendere ispirazione.

Nel corso del tempo la scuola si è trasferita lasciando gli spazi al museo che oggi, tra gli innumerevoli capolavori, presenta al pubblico opere di inestimabile valore artistico come il David di Michelangelo e le sue opere incompiute chiamate i Prigioni, la paradisiaca opera del Giambologna Il Ratto delle Sabine e opere di Botticelli del calibro de La Madonna ed il Bambino e la Madonna del Mare.

Dal 1996 fa parte della Galleria anche l’attiguo Conservatorio Musicale Luigi Cherubini con il suo bellissimo Museo degli Strumenti Musicali. Sono una cinquantina i pezzi esposti, strumenti settecenteschi della collezione della famiglia de’ Medici: violini, viole, violoncelli di Antonio Stradivari e di Niccolò Amati, il clavicembalo di Bartolomeo Cristofori, l’inventore del pianoforte. Completano l’esposizione alcuni dipinti con soggetti della cultura musicale di quando in città governavano i Granduchi. Il pubblico può ascoltare la musicalità di questi antichi strumenti grazie al supporto di strumenti digitali.

A Palazzo Pitti, tra musei, eventi e collezioni di alta moda

L’imponente struttura di Palazzo Pitti, che si trova in Oltrarno e quindi sul lato sinistro del fiume che bagna Firenze, è stata la umile dimora dei reggenti del Granducato di Toscana, i Medici, i Lorena e i Savoia. Oggi Palazzo Pitti è sede di otto musei, ospita importanti eventi culturali e mondani, ed in particolare tutta l’importante serie di presentazioni di collezioni di moda per uomo-donna-bambino realizzate sotto il marchio di PittiImmagine.

Palazzo Pitti deve la sua fama, oltreché al fatto di essere uno dei palazzi più belli di Firenze, anche alla presenza, alle sue spalle e direttamente connesso al Palazzo, dei Giardini di Boboli, uno tra i principali esempi di giardino all’italiana che ha nell’impostazione architettonica e paesaggistica ben pochi confronti al mondo. Sono oltre 800 mila i visitatori che ogni anno percorrono i sentieri lussureggianti tra statue ed edifici storici.

Come dicevamo Palazzo Pitti ospita ben otto musei:

– La Galleria Palatina con una collezione di dipinti rinascimentali e barocchi, con opere di Botticelli, Caravaggio, Rubens, Raffaello, Pontormo e Veronese.
– Gli Appartamenti Monumentali, 14 stanze usate dalle famiglie reggenti decorate da famosi artisti.
– La Galleria d’Arte Moderna, con una collezione di arte italiana dalla fine del Settecento ai primi del Novecento, con opere di Canova, Hayez, Duprè, Signorini e di diversi Macchiaioli e Futuristi.
– Il Museo degli Argenti con mirabili collezione di pezzi d’oreficeria e argenteria, cristalli e oggetti lavorati in avorio e pietre dure.
– La Galleria del Costume, che contiene più di 6 mila tra antichi abiti e accessori, costumi teatrali e cinematografici, modelli di stilisti del calibro di Valentino, Armani, Versace, Yves Saint Laurent.
– Il Museo delle Porcellane dove è presentata una collezione di pezzi antichi, regali ai Granduchi di Toscana da parte di nobili e sovrani europei
– Il Museo delle Carrozze, molto amato soprattutto dai bambini, dove sono esposte carrozze e mezzi di locomozione risalenti al Settecento e Ottocento.
– Il Giardino di Boboli, che è considerato un vero e proprio museo all’aperto.

Le Cappelle Medicee, il nascondiglio di Michelangelo

Le Cappelle Medicee sono il mausoleo della famiglia Medici che per quasi quattro secoli dominò su Firenze dando lustro e prestigio alla città. Le Cappelle fanno parte del complesso della Chiesa di San Lorenzo. Da visitare ci sono la Sagrestia Nuova realizzata da Michelangelo, la Cappella dei Principi, il vero e proprio mausoleo dove sono sepolti i Granduchi della famiglia de’ Medici e familiari, la Cripta lorenese con le spoglie dei componenti della famiglia dei Lorena e il monumento a Cosimo de’ Medici, considerato il Pater Patrie.

Nella parte inferiore delle Cappelle solo nel 1975 è stata scoperta una stanza che servì al Michelangelo per nascondersi dagli stessi Medici tornati al potere grazie alle truppe imperiali di Carlo V reduci dal saccheggio di Roma del 1527. Le pareti  sono completamente ricoperte dai disegni e dai pensieri del Michelangelo, perché nei due mesi che trascorse nascosto qui dall’amico Priore di San Lorenzo, finì la carta su cui prendeva regolarmente appunti.

Il Museo del Bargello, da prigione a raccolta di sculture

Il Museo del Bargello, ospitato nel Palazzo del Popolo o anche Palazzo del Potestà in via del Proconsolo, racchiude in sè un’importante raccolta di sculture e opere di diverse arti applicate. Tra le sculture presenti si trovano opere di Michelangelo, Giambologna e Donatello. Tra le pregevoli collezioni esposte sono da citare i manufatti in legno, cuoio e osso e i bellissimi oggetti in avorio lavorato provenienti da diverse donazioni. Di pregevole fattura sono anche manufatti islamici, oggetti metallici, maioliche, gioielli, armi e tappeti.

Il museo è ospitato in un palazzo che nel tempo è servito anche da prigione. Da una delle finestre in particolare venivano giustiziati per impiccagione i condannati dei reati più gravi. Attigua al palazzo si trova la torre di quasi 60 metri, la Volognana, dal nome di uno dei primi incarcerati. Sulla sommità si trova la campana chiamata la Montanina che risuonava in particolari occasioni, quali la chiamata alle armi, in caso di sollevazioni popolari, o anche per annunciare esecuzioni capitali

Il Corridoio Vasariano, un chilometro di curiosità

Il Corridoio Vasariano è uno spettacolare passaggio sopraelevato di circa un chilometro che collega Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti sulle sponde opposte dell’Arno. Il Corridoio passa sopra la Galleria degli Uffizi, sbuca su Lungarno degli Archibusieri, passa su Ponte Vecchio, su strade e piazze di Oltrarno e alla fine arriva a Palazzo Pitti. Il Corridoio Vasariano è un museo perché lungo le sue pareti sono esposte tantissime opere d’arte e in particolare autoritratti di artisti famosi come Chagall e Guttuso. Il percorso è realizzabile solo su prenotazione e con una guida autorizzata.

Il Corridoio Vasariano risale al 1565 quando Cosimo I de’ Medici, tornato al potere con l’aiuto di Carlo V, non ancora sicuro della fedeltà dei cittadini usciti distrutti dall’esperienza della Repubblica Fiorentina, voleva poter girare tra le residenze e i palazzi del potere in tutta tranquillità. Il Vasari, a cui venne commissionata l’opera, impiegò solo 5 mesi per renderla perfettamente funzionale.

Tra le curiosità legate alla costruzione del Corridoio si segnala il fatto che da Ponte Vecchio vennero spostate le botteghe di carne perché l’odore disturbava il Granduca e sostituite con i gioiellieri; il Corridoio gira intorno alla Torre dei Mannelli perché la famiglia Mannelli si oppose alla distruzione per far passare l’opera vasariana; il Corridoio passa anche nella parte alta dalla Chiesa di Santa Felicita su cui si apre con finestrelle da cui i Medici potevano indisturbati seguire le funzioni religiose. Infine, ma in tempi più recenti, il Corridoio venne visitato dal Führer in compagnia di Mussolini: il pazzo con i baffetti rimase così affascinato dall’opera che ne decretò la salvaguardia impedendo così che anche Ponte Vecchio venisse distrutto come tutti i ponti di Firenze. Mal gliene colse perché il Corridoio fu utilizzato dai partigiani per arrivare alle spalle delle truppe di occupazione nazi-fasciste.

Al Museo di San Marco, opere da ammirare in religioso silenzio

Alcuni frati domenicani vivono ancora nel chiostro interno del complesso di San Marco la cui chiesa si apre sulla piazza omonima di Firenze. Il complesso religioso ospita uno dei più importanti musei di Firenze, famoso soprattutto per la presenza di moltissimi affreschi e quadri realizzati da frà Beato Angelico, sublime pittore rinascimentale.

Il museo però è in sé un’opera da ammirare per la preziosa architettura, molto semplice ma estremamente funzionale, realizzata dall’architetto Michelozzo, il preferito da Cosimo de’ Medici. Gli spazi interni ed esterni del museo sono un bellissimo esempio della migliore tradizione architettonica rinascimentale, che aveva cura di rendere razionale ma anche armonioso l’ambiente dove viveva l’uomo. La luce naturale che pervade le sale di lettura della biblioteca è un esempio di questo connubio tra funzionalità e armonia architettonica. Il Beato Angelico divenne anche Priore del convento ed ha decorato con una maestria e una cura davvero uniche sia il chiostro che le celle dei frati.

Il convento è stato sempre al centro dell’attività religiosa, soprattutto nel periodo in cui ospitò frà Gerolamo Savonarola, grande castigatore dei costumi licenziosi dei fiorentini della fine del 1400 che finì al rogo dopo la scomunica e il processo per eresia. Tra le tante opere d’arte presenti nel museo, da ammirare in religioso silenzio è il meraviglioso affresco dell’ultima cena del Ghirlandaio.

Il patrimonio museale di Firenze comprende decine di strutture, nazionali, comunali, religiose e private. La città deve molto alle famiglie dei de’ Medici, dei Lorena e dei Savoia che nel corso dei secoli hanno collezionato e raccolto migliaia di opere d’arte, ma soprattutto hanno favorito l’attività artistica e architettonica, chiamando presso il Granducato le migliori menti delle diverse epoche. I musei di Firenze che abbiamo qui brevemente raccontato raccolgono il meglio dell’arte classica e rinascimentale: per ammirare opere d’arte moderna si possono visitare i musei Marino Marini in piazza san Pancrazio, oppure il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato.