Piazza della Signoria, il cuore pulsante di Firenze

Tutto qui spira grandezza, gusto, umanità, purezza, e bellezza, nel più alto grado. Credo che sarei più felice qui con voi, che in qualsiasi altro luogo. – Klemens von Metternich

Piazza della Signoria è il centro politico della città di Firenze, ammirandone lo sviluppo dal lato orientale vediamo che è delimitata sulla destra dall’angolo di Palazzo Vecchio dove è collocata una copia di bronzo del Marzocco, il cui originale si trova nel museo nazionale.

Di fronte verso il centro della piazza è collocata la grandiosa fontana detta del Biancone, che nello spirito dei fiorentini sarebbe la sgraziata figura marmorea di Nettuno che la sovrasta, un’opera scolpita dall’Ammannati.

La fontana è però resa più vivace dai piccoli graziosi bronzi disposti tutt’intorno al bordo della vasca. A lato della fontana si trova il monumento equestre di Cosimo I de’ Medici, un’ opera del Gianbologna. A completare l’aspetto monumentale di questo lato della piazza si riconosce il palazzo Uguccione progettato da Mariotto Folti del 1550 alle cui spalle emergono a destra la torre del Palazzo del Podestà e sulla sinistra il campanile del Badia.

In Piazza della Signoria, una delle piazze più famose di Firenze, si trova, inoltre, la Loggia della Signoria, eretta verso la seconda metà del 1300 da Benci di Cione e Simone Talenti, chiamata dai cittadini di Firenze Loggia dei Lanzi per i Lanzichenecchi che vi dimorarono al tempo del granduca Cosimo. La loggia si regge su tre grandi arcate che nella loro eleganza preannunciano già il vicino Rinascimento e contribuiscono ad alleggerire il disegno architettonico della piazza. Sotto questa Loggia avvenivano al tempo dei Medici le più solenni cerimonie della Signoria e negli anni vi si sono raccolte diverse e mirabili opere di scultura.

Il monumento equestre di Cosimo de’ Medici sulla piazza degli Uffizi è un’opera bronzea del Gianbologna nel 1594 come i tre pregevoli bassorilievi del basamento che rappresentano: il senato toscano che conferisce nel 1537 a Cosimo i titoli granduca, il pontefice Pio V che gli porge le insegne granducali il 5 marzo 1570, e quindi Cosimo I che entra in Siena nel 1557.

Alle spalle della statua si aprono con grande respiro le tre arcate della Loggia mentre alla sua sinistra proprio di fronte all’ingresso del Palazzo della Signoria si succedono in prospettiva i getti d’acqua della vivace fontana, una copia del David di Michelangelo ed un gruppo marmoreo raffigurante Ercole e Caco realizzato da Bocio Bandinelli. A fare da pregevole sfondo alle spalle di queste opere è la visione in prospettiva della Vasariana Piazza degli Uffizi che si allunga fino al Lungarno.

Entrando all’interno del Palazzo della Signoria possiamo ammirare la Camera dell’Arme, un austero ambiente del ‘300 al quale si accede dalla sinistra del primo cortile e che è l’unico rimasto intatto della costruzione originale. Fu la sede del corpo di guardia degli armigeri posti a difesa del palazzo ed è ritornato alle forme originarie pochi anni or sono dopo un lungo lavoro di restauro. Il Palazzo della Signoria è un vero sacrario di importanti memorie strettamente legate alla storia di Firenze così come di mirabili opere d’arte. Queste opere vanno a sommarsi a quelle che già si allineano lungo la facciata e nella sua piazza.

Varcato l’ingresso si può subito ammirare il Putto del Verrocchio posto sopra la fontana di Francesco del Tadda nel centro del primo cortile. Si tratta di un meraviglioso bronzo rappresentante un genietto alato di straordinaria vivacità che stringe con le mani un pesce guizzante. Questa graziosa opera del 1476 ornava in origine una fontana della villa medicea di Careggi e fu poi adattata alla fontana del palazzo di città.

Questo primo cortile contrasta con la severità delle forme architettoniche all’esterno della fortezza per merito della ridondante decorazione di stucchi con cui vari artisti rivestirono nel 1565 le grosse colonne che lo circondano. Sotto il suo portico sorretto da queste colonne è collocato uno splendido gruppo marmoreo di Vincenzo Derossi, scultore della metà del cinquecento, che rappresenta Sansone che abbatte un filisteo.

Dal primo cortile si accede ad un secondo dalle forme molto più semplici e privo di decorazioni. Proseguendo all’interno del Palazzo troviamo il Salone dei Cinquecento, il più vasto ambiente storico della città di Firenze tutto decorato da affreschi del Vasari. Sulla parete di fondo venne in seguito collocato il Genio della vittoria di Michelangelo a celebrazione della battaglia di Vittorio Veneto.

La Sala delle Udienze è uno dei più sontuosi ambienti del Palazzo grazie al magnifico soffitto ligneo intagliato da Giuliano da Mariano, agli affreschi dipinti su tutte le pareti dal Francesco Studiati ed alla bellissima porta dei fratelli da Mariano. Lo Studiolo di Francesco I è infine un incantevole ambiente dalla caratteristica volta a botte creato dal Vasari e tutto decorato da stucchi ed affreschi del Poppi, da quadri di allievi del Vasari e da bronzetti del Gianbologna, dell’Ammannati e del De Rossi. Nella lunetta laterale in alto si vede il bel ritratto di Eleonora da Toledo al quale fa riscontro nella lunetta opposta quello di Cosimo I, entrambi realizzati dal Bronzino.